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La visita dal nutrizionista

La prima visita dal nutrizionista è spesso vista come il triste finale di un bel film. Non parliamo poi delle visite di controllo, in cui il nutrizionista assume le sembianze di un boia sul patibolo. E poi, “mi dovrò spogliare?”, “quanto ci vorrà?”, “cosa mi farà?”. Sono solo alcune delle preoccupazioni ricorrenti prima di presentarci.
Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza sulla visita nutrizionale che, fidatevi, non è poi così male come sembra.

Parto dal principio, dal luogo comune che andare dal nutrizionista significa rinunciare per sempre ai piacere di una vita. E’ un concetto ormai radicato nell’immaginario comune, tanto forte da impedire, nonostante la buona volontà, di rivolgersi a un professionista.
Lo capisco. Se qualcosa ci fa stare bene, perché rinunciarci?
Bene, sappiate che fino a quando la dieta sarà vista come una rinuncia, l’obiettivo sarà lontano. Quanto potete resistere desiderando qualcosa che non potete mangiare? Per caso una vita? Sì, perché dieta significa stile di vita.
Questo non significa che il percorso nutrizionale è una strada in discesa e che potete continuare a mangiare patatine fritte e brioches alla crema ad libitum. Servono impegno e determinazione, ma pensate a quanto più soddisfacente sarà tagliare il traguardo. Imparate che non esistono cibi proibiti, così come non esistono cibi miracolosi. Esistono però scelte consapevoli.

 

Che succede durante una visita?

Il primo appuntamento serve per conoscerci, per parlare degli obiettivi, delle vostre abitudini.

Quanto dura? In genere circa un’ora, tempo necessario che serve a voi per raccontarvi e a me per effettuare la raccolta di tutti i dati.
Si passa poi alla fase misurazioni: altezza, peso, circonferenze. E no, non è obbligatorio spogliarsi, a meno che non sia utile per situazioni specifiche. Altri parametri importanti che vengono valutati sono quelli relativi alla composizione corporea, come massa magra, massa grassa, stato di idratazione. Per farlo si utilizzano diversi strumenti, come il plicometro, che ha l’aspetto di una pinza con cui vengono sollevate le pliche cutanee, o il bioimpedenziometro, un macchinario dotato di elletrodi che richiede una misurazione su lettino. Entrambi i metodi sono assolutamente indolori.

A cosa servono queste misurazioni? La percentuale di massa grassa e di massa magra aiutano a capire come siete fatti, danno indicazioni sulla vostra flessibilità metabolica e permettono di verificare che il dimagrimento avvenga in maniera sana, a discapito della massa grassa e non della massa magra.

Dimagrire, non smetterò mai di ripeterlo, non significa veder calare un numero sulla bilancia.

L’ago cala, ma state dimagrendo o state perdendo peso? Perché se perdete muscolo state perdendo peso, se perdete acqua state perdendo peso, ma di certo non state dimagrendo.  Una volta raccolti tutti i dati non resta altro che elaborare la dieta, che sarà cucita addosso a voi.
E le visite di controllo? Sono necessarie? Le visite di controllo servono a verificare i cambiamenti, a monitorare che il dimagrimento avvenga nel modo corretto, ad aggiustare il tiro e a discutere eventuali modifiche.
Non è poi così terribile, no?