Occlusione, ATM, Postura: considerazioni per un approccio globale – II parte
di Andrea Corti
La lingua può essere considerata come un prolungamento cefalico della colonna cervicale; ha origine infatti dai 4 somiti sotto-occipitali. Con lo sviluppo degli archi branchiali del mascellare e della mandibola i questi somiti migrano anteriormente e danno origine alla lingua. L’embriologia spiega pertanto le connessioni tra nervo ipoglosso e il plesso cervicale, e la loro sinergia funzionale. Durante un processo di deglutizione fisiologica, la fissità dell’osso ioide, che rappresenta il punto di partenza del movimento, avviene senza attivazione della muscolatura cervicale. Dall’osservazione clinica possiamo constatare che quando la deglutizione non è corretta, il coinvolgimento di tale muscolatura è proporzionale al grado di disfunzione e questo dovrebbe incrementare la lordosi cervicale; questo in realtà si realizza solo in un primo momento, con estensione di C0-C1-C2, inclinazione del piano di Francoforte da dietro in avanti e dal basso verso l’alto e conseguente perdita di orizzontalità dello sguardo. Nell’intento di recuperare la posizione orizzontale si attuano compensi automatici che fanno perno su C3-C4, con conseguente riduzione della lordosi cervicale ed eccessivo lavoro della muscolatura assiale cervicale; sono tutti possibili fattori predisponenti per cervicalgie e cefalee muscolo-tensive. Ogni disfunzione del plesso cervicale può ritrasmettersi sul nervo frenico (rr. di C3-C4-C5) e quindi comportare una possibile disfunzione della respirazione diaframmatica (chi deglutisce male respira peggio). Le inserzioni di questo muscolo possono influenzare l’assetto delle vertebre toraciche ma anche lombari e psoas (iperlordosi, rotazioni bacino, etc. ).
