Le apparecchiature non invasive per la medicina estetica sono uguali a quelle delle estetiste?… No! Spieghiamo perché.
Tutto inizia il 12 Maggio 2011. Prima di questa data le apparecchiature per estetica non erano classificate e non ne era definito l’ambito di utilizzo. Esistevano tecnologie di svariate potenze e di diversi utilizzi come la luce pulsata, le onde d’urto, la cavitazione ect, che erano sul mercato, disponibili a qualunque acquirente, sia centro medico che estetico. Questo non sempre coincideva con situazioni di massima professionalità, competenza e sicurezza per il cliente.
Il 12 Maggio 2011, entra in vigore il Decreto Ministeriale n.110 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 15 luglio 2011, n. 163) con il quale il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero della Salute, norma ed attribuisce, una volta per tutte, diverse categorie di impiego, e le tecnologie con determinate potenze e frequenze ad interventi esclusivamente di estetica medicale e classificate come elettromedicali. Si capisce quindi che il “semplice” fatto di utilizzare un elettromedicale estetico dal medico sia comunque fonte di garanzia per il paziente.
Questa legge ha fatto si che venisse regolamentato il mondo dell’estetica e diviso da quello della medicina estetica.
Inoltre, molte tecnologie in commercio, per via delle loro caratteristiche di funzionamento, dopo il Decreto 110 del 2011, sono state attribuite ad un uso esclusivamente medicale, quindi non si possono più trovare dall’estetista.
Quindi, concludendo, possiamo dire che, il paziente che sceglie di fare il trattamento di medicina estetica cerca l’efficacia e la sicurezza sulla propria salute che solo un ambiente altamente qualificato come quello di uno studio medico può dare.
