Partecipare a un MBSR – Parte 4

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Corso MBSR Parte 4

Oggi riprendiamo e approfondiamo le percezioni sensoriali nel corpo. Al di là di quanto è stato possibile fare a casa durante la settimana, questo è il tempo del nostro lavoro insieme. Piccoli movimenti, oscillazioni, altri movimenti che facciamo molte volte al giorno qui hanno il sapore di ‘stare con me stesso’: mi prendo il tempo per completare un movimento, il suo abbinamento al respiro. Poi al respiro diamo un tempo particolare, nel corpo. Quando approfondiamo le esperienze emergono difficoltà e scoperte : “Non immaginavo di poter stare così a lungo fermo”, ” Io provo il piacere di stare con me stessa”.

L’invito a una maggiore stabilità della posizione apre alla possibilità di cogliere i piccoli disagi come occasione per cercare di mantenere il contatto con quello che di solito evitiamo, o scartiamo. Ed eccoci nel vivo: un dolore alla schiena sembra insostenibile, un’altra parte del corpo percepita compressa richiede un sollievo repentino; ed emerge l’impressione che sia impossibile e contro natura provare a guardare quello che si vuole evitare. E’ questo un passaggio difficile. Ci accorgiamo che tutti sanno cosa sia una esperienza spiacevole, ma non è così facile descriverla nei suoi semplici costituenti, e soprattutto farlo nella immediatezza del momento percettivo.

Siamo a un punto di volta. Si parla di come dallo ‘spiacevole’ si possa arrivare allo ‘stressante’ e viene raccontato cosa gli scienziati hanno scoperto sullo stress. Fino a definire “Reazione di Stress” quella risposta globale che l’organismo dà a una situazione di pericolo che si attiva spontaneamente e che taglia fuori quella parte del cervello che tiene più conto di significati e valori, ma che davanti a un pericolo di vita sarebbero d’intralcio. La reazione di stress pensa solo a metterci in salvo, con una delle tre modalità ‘attacco, fuga, congelamento’ da migliaia di anni. Questa attivazione che nei contesti sociali e lavorativi a differenza che in natura, non trova sfogo completo, tende a intossicare l’organismo e gli organi che sono così sempre più attivati, anche dal pensiero di quanto accaduto o di quanto potrà di nuovo accadere. Così il pensiero ripropone ancora e ancora la scena traumatica senza soluzione.

E’ una fase difficile del nostro percorso quella di questa settimana: l’invito è a provare a osservare con mente curiosa e fresca le modalità della reazione di stress che più ci appartiene, il nostro stile di reazione cioè. Il dolore che emerge è consistente. Tentativi di aver la meglio su di esso associato a reazioni che complicano il quadro entro il quale siamo immersi, si alternano. Si cerca di evadere con il pensiero o altre strategie. L’invito dell’istruttore richiama a stare in contatto con quello che accade, la sua forma, il colore, la temperatura, la consistenza, ma ancora una volta quello che già sappiamo cerca di prevalere bloccando un cambiamento. Cerchiamo di far spazio al nuovo, all’ancora sconosciuto.