Stress e malattia oncologica: un intervento integrato – La ricerca

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Stress e malattia oncologica

Vediamo i risultati della ricerca su stress e malattia oncologica, ricerca effettuata presso il Centro Oncologico Fiorentino (C.F.O.), una realtà sanitaria che si occupa di prevenzione, diagnosi, cura, ricerca e formazione in campo oncologico.

Nello specifico, è stato preso in considerazione il Progetto Zefiro che prevede interventi antistress di gruppo, con la metodologia della Psicologia Funzionale. Il gruppo antistress è una terapia focalizzata che ha l’obiettivo di accompagnare il paziente a vivere l’evento malattia usando al meglio le proprie risorse.

Obiettivi

  • Valutare l’efficacia dell’intervento Funzionale di un gruppo antistress progettato ad hoc per la riduzione dello stress correlato all’evento malattia oncologica;
  • Valutare un cambiamento nei sintomi specifici, considerati associati al programma di cura seguito dalle pazienti;
  • Valutare un cambiamento rispetto allo stato di salute ed ai vissuti nei confronti della malattia delle pazienti;
  • Raccogliere dati ed evidenze scientifiche sugli effetti positivi di un intervento psicologico multidimensionale e limitato nel tempo, nella prospettiva che, insieme alle cure mediche, possa entrare sempre di più nei protocolli terapeutici.

Campione

È costituito da 13 pazienti, donne, di età compresa fra 32 e 65 anni, con diagnosi di tumore alla mammella. Le pazienti sono tutte operate ed a diversi stadi di trattamento chemioterapico, radioterapico o terapia ormonale. Il campione è stato suddiviso in:

  • gruppo sperimentale: pazienti (n. 7) sottoposte a trattamenti antistress di gruppo, con metodologia Funzionale, a cadenza settimanale. E’ stato valutato il livello di stress prima del percorso e dopo un minimo di 6 incontri (massimo 10 incontri) svolti nell’arco di tre mesi;
  • gruppo di controllo: pazienti (n. 6) che hanno scelto di non usufruire di trattamenti antistress. E’ stato valutato il livello di stress in una fase iniziale e dopo 3 mesi dalla prima valutazione.

Strumenti

  • Questionario M.S.P. – Misura dello Stress Psicologico (Rispoli, 2000)
  • Scheda di rilevazione del Respiro e dell’Atteggiamento corporeo (Rispoli, 1997)
  • Colloquio strutturato con i pazienti oncologici (Rispoli, 2007)
  • Scheda disturbi e sintomi (Rispoli, 2008)
  • Scheda sullo stato di salute e sui vissuti sulla malattia (Rispoli 2008)

Analisi dei dati

I dati ottenuti dalla somministrazione dell’MSP e dalla rilevazione del Respiro e Atteggiamento corporeo sono stati inseriti all’interno del programma M.I.S. (Rispoli, Di Nuovo, 2000) ottenendo il valore dell’Indice Integrato dello stress, che può variare da 0 (Benessere) a 10 (Stress). Il Colloquio strutturato e la Scheda Disturbi e Sintomi sono stati analizzati calcolando le frequenze delle risposte A+B (buon livello di funzionamento) e C+D (funzionamento alterato) e le percentuali delle risposte C+D, sia nel gruppo sperimentale che nel gruppo di controllo.

Per la scheda Stato di salute e vissuti sulla malattia sono state calcolate le percentuali rispetto al punteggio totale ottenuto da ogni paziente, per cui valori alti coincidono con maggior benessere, mentre valori bassi indicano un peggior stato di salute

Risultati

Verranno di seguito presentati i risultati delle valutazioni effettuate, con i cinque strumenti presentati precedentemente, sul gruppo sperimentale e sul gruppo di controllo. Per tutelare la privacy dei pazienti, sono stati utilizzati dei nomi fittizi.

Per quanto riguarda i valori dell’Indice integrato del livello di stress (Grafico 1), tratti dal Questionario M.S.P. e dalla Scheda di rilevazione del Respiro e Atteggiamento corporeo, è evidente un notevole miglioramento nel valore dell’Indice integrato dello stress del gruppo sperimentale (da 6,55 a 3,95) che possiamo attribuire al trattamento antistress effettuato dalle pazienti (il Test T di Student è risultato significativo per questo gruppo); nel gruppo di controllo, il valore del livello di stress scende lievemente da 5,77 a 5,29, ma per motivi legati presumibilmente al caso (il Test T di Student non è risultato significativo per questo gruppo).

Stress e malattia oncologica

Dunque, dai primi dati relativi alla misura integrata del livello di stress, emerge un miglioramento importante sulle pazienti che hanno partecipato ad interventi antistress Funzionali di gruppo, confermando l’efficacia e l’importanza di un intervento altrettanto integrato.

Il Colloquio strutturato con il paziente oncologico (Grafico 2) ci conferma ulteriormente questi dati. La scheda è composta da 8 scale, ciascuno orientato a valutare determinat i funzionamenti, nelle loro polarità (Progettualità/Chiusura; Forza calma/Rabbia; Fantasie positive/Fant.negative; Leggerezza/Pesantezza; Serenità/Tristezza; Movimenti ampi/Mov. morbidi; Contatto/Isolamento; Piacere/Doverismo).

Nel post trattamento del gruppo sperimentale emerge una notevole riduzione dei funzionamenti alterati (C+D), che vengono quasi totalmente sostituiti da funzionamenti sani (A+B); diversamente avviene nel gruppo di controllo che, anche nella II valutazione, presenta frequenti alterazioni. L’unico funzionamento non alterato risulta essere quello del Contatto, per cui i pazienti dei due gruppi mostrano una buona capacità di entrare in Contatto, sia nella I che nella II valutazione.

Nel gruppo sperimentale si evidenzia, nella II valutazione, un miglioramento su tutti i funzionamenti: si riducono molto le fantasie negative facilitando un aumento di quelle positive; scompare la tristezza e l’angoscia a favore di una maggiore serenità, aumentano i movimenti piccoli e morbidi; anche il “doverismo”, caratteristica tipica del paziente oncologico, viene soppiantato dalla possibilità di vivere con maggior piacere e divertimento. Due Funzionamenti, in particolare, risultano nettamente migliorati passando da un 100% di alterazione ad un 100% di buon funzionamento: la Rabbia, inizialmente difficile da accettare, chiusa, irrigidita, si modifica profondamente, attraverso l’apertura e la condivisione all’interno del gruppo, a favore di una maggiore accettazione e di una Forza calma; anche il senso di Pesantezza e drammaticità viene totalmente sostituito da una maggiore capacità di vivere con “Leggerezza”.

Stress e malattia oncologica

Per quanto riguarda la Scheda disturbi e Sintomi (Grafico 3) sono stati considerati i sintomi maggiormente legati alle terapie seguite dalle pazienti (nausea, vomito, dolori generalizzati, stanchezza, disturbi del sonno, variazione del peso, modificazione della funzione intestinale). In generale, possiamo notare che non ci sono differenze significative tra il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo nelle due valutazioni. Nel gruppo sperimentale emerge che i disturbi più frequenti nella I valutazione sono i Dolori, il senso di Stanchezza e di mancanza di energia e i Disturbi del sonno; nella II valutazione migliora lievemente la Stanchezza e, in particolare, i Disturbi del sonno, tuttavia, nel quadro complessivo, non vi sono differenze rilevanti tra le due valutazioni. Nel gruppo di controllo è evidente, nella I valutazione una presenza consistente di quasi tutti i disturbi; nella II valutazione la situazione complessiva migliora lievemente, ma senza variazioni significative. Questi dati vanno spiegati tenendo conto del fatto che non c’è omogeneità nei gruppi rispetto alle terapie seguite: tutte le pazienti erano sottoposte, nel corso delle due valutazioni, a trattamenti differenti ed a diversi cicli, di chemioterapia, radioterapia e/o terapia ormonale.

Stress e malattia oncologica

Riguardo la Scheda sullo stato di salute e sui vissuti sulla malattia, infine, i risultati mostrano un aumento dei punteggi medi (3,6%) per il gruppo sperimentale (Grafico 4), e quindi un miglioramento dello stato di salute e dei vissuti sulla malattia. Viceversa, per il gruppo di controllo (Grafico 5), si assiste ad una riduzione (1,5 %) di questo valore.

Stress e malattia oncologica

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Conclusioni

Questa ricerca vuole essere un piccolo contributo ad un grande lavoro. I dati confermano che un intervento integrato può essere importante, non solo come strumento di riduzione dello stress, ma soprattutto perché considera la possibilità di sostenere pienamente la categoria dei pazienti oncologici; e non solo per il numero crescente di malati, ma anche come testimonianza della possibilità di poter lavorare, nel percorso di cura ospedaliero, anche sul Benessere e sul recupero di funzionamenti di fondo. Funzionamenti che tutti noi possediamo e che ci permettono di migliorare la qualità della vita, anche e, soprattutto, laddove la vita è minacciata dalla malattia.

Dai risultati emergono modificazioni importanti dei funzionamenti di fondo, che ci confermano l’utilità dell’intervento Funzionale, un intervento che dà la possibilità ai pazienti di sfruttare al meglio le proprie risorse, vivendo pienamente la malattia e non semplicemente accettandola.

Bibliografia

  • Andersen B.L., Yang H.C., Farrar W.B., Golden-Kreutz D.M., Emery C.F, Thornton L.M., Young D.C., Carson W.E. (2008). Psychological intervention improves survival for breast cancer patients. Cancer, Dec 15.
  • Di Nuovo S., Rispoli L. (2011). L’analisi funzionale dello stress. Dalla clinica alla psicologia applicata. Franco Angeli, Milano.
  • Lutgendorf, S., Costanza, E.S., Siegel, S.D. in Ader, R. (2007). Psychoneuroimmunology, IV ed., Academic Press, Amsterdam.
  • Rispoli L. (1993). Psicologia Funzionale del Sé. Astrolabio, Roma.
  • Rispoli, L. (1999). La valutazione integrata dello Stress. Articolo non pubblicato.
  • Rispoli L. (2004). Esperienze di base e sviluppo del Sé. Franco Angeli, Milano.
  • Rispoli L. (2010). Il manifesto del Funzionalismo Moderno. S.E.F. edizioni.
  • Spiegel D. (2002). Effects of psychoterapy on cancer survival. Nature Reviews Cancer, may vol. 2: 1-7