Stress e malattia oncologica: un intervento integrato – La psicologia funzionale

Home / Approfondimenti scientifici / Stress e malattia oncologica: un intervento integrato – La psicologia funzionale
Stress e malattia oncologica

Il presente articolo descrive una ricerca effettuata presso il Centro Oncologico Fiorentino (Sesto Fiorentino – FI) sul tema dello stress legato alla malattia oncologica, proponendo i risultati di un intervento integrato, secondo il modello della Psicologia Funzionale.

La psicologia funzionale

La Psicologia Funzionale si è sviluppata con l’intento di costruire una cornice teorica, che riuscisse a inquadrare in modo scientificamente corretto e nuovo i dati che emergevano dalla pratica clinica e i risultati delle ricerche che si stavano realizzando sui processi di terapia e sullo sviluppo evolutivo del bambino (Rispoli, 2010).

Il pensiero Funzionale ha sistematizzato antiche e nuove conoscenze, costruendo una base per una teoria globale del Sé che guardasse all’insieme di tutti i processi Funzionali, con l’ipotesi di una loro presenza sin dall’inizio della vita e di una loro profonda integrazione originaria (Rispoli, 1993).

Nel Funzionalismo moderno troviamo un vero e proprio salto epistemologico e scientifico: viene sostenuta la complessità della persona, superando i riduzionismi precedenti; vengono presi in considerazione tutti i fenomeni che la riguardano, tenendo conto della sua unitarietà e interezza, senza perdere, tuttavia, la possibilità di scendere nei dettagli ed arrivare a livelli di analisi molto precisi. Questo modello teorico, infatti, permette di osservare sia il macrofunzionamento che il microfunzionamento, superando i concetti di ‘struttura’ e di ‘parti’ a favore di quelli di ‘organizzazione’ e di ‘Funzione’. L’individuo viene inteso come un’organizzazione integrata di diverse Funzioni in relazione reciproca ed in costante adattamento ed espansione verso l’ambiente (Rispoli, 2010).

Il Funzionalismo moderno considera il Sé come organismo integrato. Il Sé non è costituito da parti contrapposte, ma è “..un’organizzazione di Funzioni, tutte egualmente importanti, tutte circolarmente allo stesso livello. Nessuna è gerarchicamente più importante, nessuna gestisce tutte le altre in senso piramidale” (Rispoli, 2010, 28).

Accanto all’idea di “Funzione”, il pensiero Funzionale introduce un altro importante concetto: le “Esperienze di Base del Sé” (EBS) o “funzionamenti di fondo”, che il bambino sperimenta nell’interazione complessa con l’ambiente e con le figure significative di riferimento. Ad esempio, la capacità di Contatto, di Amare, la Tenerezza, l’essere Tenuto, la capacità di modulare il Controllo, di Lasciare, la possibilità di sperimentare la propria Forza etc. La Psicologia Funzionale ha messo in evidenza circa 20 funzionamenti di fondo (Figura 1). Essi sono alla base della nostra esistenza e producono comportamenti, pensieri, emozioni, gesti e atteggiamenti specifici, nelle varie e differenti situazioni (Rispoli, 2010).

Stress e malattia oncologica

Le Esperienze di Base più consolidate nello sviluppo diventano capacità acquisite, solide. Per questo devono essere attraversate nell’infanzia più volte, in modo pieno, positivo e soddisfacente. Solo in questo modo costituiranno “..il serbatoio a cui possiamo attingere ogni qualvolta ne abbiamo bisogno” (Rispoli, 2004, 65). Al contrario, la non positività di un’Esperienza, la non pienezza, la carenza con cui viene vissuta, può condurre all’alterazione dell’EBS che diventa non più disponibile per la persona o inquinata da modalità che non sono caratteristiche di quella EBS. I funzionamenti di fondo (chiamati EBS in età evolutiva) sono soggetti ad alterazioni per tutto l’arco della vita. E’ evidente che, in età evolutiva, la non indipendenza produce una maggiore vulnerabilità.

In sintesi, il pensiero Funzionale permette di leggere e di cogliere, al contempo, sia i particolari specifici di funzionamento sia l’organizzazione complessiva dell’organismo vivente, in un’ottica multidimensionale (Rispoli, 2010).